La CILA – Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata è una delle pratiche edilizie più utilizzate per gli interventi di ristrutturazione interna di appartamenti, case, uffici e locali commerciali a Roma. È disciplinata dall’art. 6-bis del DPR 380/2001 e viene utilizzata per gli interventi edilizi che non rientrano nell’attività edilizia libera e che, allo stesso tempo, non richiedono una SCIA o un Permesso di Costruire. In particolare, la CILA riguarda numerosi lavori di manutenzione straordinaria che modificano la distribuzione interna dell’immobile senza interessare le parti strutturali dell’edificio.
Nella pratica, una CILA a Roma viene frequentemente presentata quando una ristrutturazione prevede la demolizione, lo spostamento o la realizzazione di tramezzi interni, l’apertura o la chiusura di porte, la modifica della distribuzione delle camere, del soggiorno, della cucina o dei servizi, oppure la realizzazione di una nuova organizzazione degli spazi interni. Si tratta quindi della procedura tipicamente collegata a molte ristrutturazioni di appartamenti nelle quali viene modificata la planimetria interna senza intervenire su pilastri, travi, muri portanti, solai o altri elementi strutturali.
La CILA non consiste semplicemente nella compilazione di un modulo. La pratica deve essere predisposta con l’intervento di un tecnico abilitato, che può essere, in funzione delle proprie competenze professionali, un architetto, un ingegnere o un geometra. Prima della presentazione il tecnico deve analizzare il tipo di lavori previsti, effettuare il rilievo dello stato attuale dell’immobile, verificare la documentazione disponibile e predisporre gli elaborati grafici e la relazione tecnica necessari. Deve inoltre verificare che l’intervento progettato sia compatibile con la normativa urbanistica ed edilizia vigente e che non interessi le parti strutturali dell’edificio.
Uno degli aspetti più importanti riguarda proprio la situazione esistente dell’immobile. Prima di progettare la nuova distribuzione interna è necessario verificare che lo stato di fatto sia coerente con la documentazione urbanistica disponibile e con i precedenti titoli edilizi. La planimetria catastale, da sola, non è sufficiente per stabilire la regolarità urbanistica dell’immobile. Quando la documentazione non è nella disponibilità del proprietario, può quindi rendersi necessario effettuare una ricerca dei precedenti edilizi e un accesso agli atti presso gli archivi competenti di Roma Capitale.
A Roma la CILA viene presentata telematicamente attraverso il SUET – Sportello Unico per l’Edilizia Telematico di Roma Capitale. La piattaforma SUET è utilizzata per il deposito delle principali procedure edilizie comunali; la CILA è gestita attraverso questo sistema fin dall’avvio del servizio telematico nel 2016. Oggi il SUET comprende anche altre procedure, tra cui SCIA, SCIA alternativa al Permesso di Costruire e istanza di Permesso di Costruire.
Una volta predisposta correttamente la documentazione e trasmessa la CILA, i lavori possono essere avviati nel rispetto della pratica presentata e delle eventuali ulteriori autorizzazioni necessarie. La normativa non prevede per la CILA un termine generale di validità o una scadenza analoga a quella prevista per altri titoli edilizi; resta comunque necessario gestire correttamente l’intero procedimento e gli eventuali adempimenti finali.
Durante l’esecuzione dei lavori il progetto deve rimanere coerente con quanto depositato. Se il proprietario decide di modificare significativamente la distribuzione interna rispetto al progetto iniziale, la situazione deve essere valutata dal tecnico prima di realizzare opere differenti da quelle rappresentate nella pratica. Allo stesso modo, al termine della ristrutturazione deve essere verificato se le modifiche realizzate comportino la necessità di aggiornare anche la situazione catastale mediante DOCFA.
Per questo motivo la CILA deve essere considerata parte di un procedimento tecnico più ampio che può comprendere la verifica preliminare dell’immobile, il rilievo, la progettazione, la presentazione della pratica al Comune, la direzione dei lavori, la gestione di eventuali modifiche intervenute durante il cantiere e, quando necessario, il successivo aggiornamento catastale. Una corretta gestione della pratica consente di mantenere coerenti lo stato reale dell’immobile, la documentazione urbanistica e quella catastale, aspetto particolarmente importante anche in occasione di una futura vendita o di ulteriori interventi edilizi.
